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Limitatore di velocità

Limitatore di velocità

Il limitatore di velocità è un dispositivo di sicurezza presente in tutti gli ascensori ed ha il compito di decellerare la cabina in caso in cui venga superata la velocità nominale.
Questo dispositivo deve essere installato negli ascensori a fune e negli ascensori idraulici a fune.

Il limitatore di velocità entra in funzione automaticamente quando la velocità della cabina supera quella consentita.
Questo componente meccanico di frequenza rimuove l’alimentazione al motore che quindi perde la sua accelerazione.
Il limitatore è composto da una puleggia legata alla fune che movimenta la cabina e se la cabina dell’ascensore continua ad aumentare di velocità, anche il contrappeso arriva in aiuto.

Poiché il blocco di velocità eccessiva rimane attivo fino a quando non viene reimpostato manualmente, l’impianto risulta inaccesibile fino a quando un manutentore o l’azienda che si occupa delle verifiche non ripristina il corretto funzionamento.
Solitamente il tecnico ascensorista accede al locale macchine posto in fosssa o in testata per correggere gli errori presenti. Negli impianti ascensore MRL il regolatore si trova all’interno del vano.

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Gruppo motore-generatore

Un gruppo motore-generatore è un componente meccanico che si trova comunemente nelle vecchie installazioni di ascensori a trazione. Il suo scopo è convertire l’alimentazione elettrica a corrente alternata (AC) di un edificio in corrente continua (DC).

Come funziona il gruppo motore-generatore

Un motore AC a due velocità diventa poco pratico a causa delle difficoltà nel decelerare la cabina e livellarla accuratamente al piano su ascensori dalla elevata velocità. Tradizionalmente per superare questo problema venivano utilizzate macchine di sollevamento a corrente continua perché consentivano un maggior controllo. Tuttavia, il problema è che la fornitura di energia elettrica di un edificio è solitamente AC.

Svantaggi del gruppo motore-generatore

La macchina di sollevamento DC o CC alimentata da un set Motore-Generatore era uno standard industriale per gli ascensori a velocità più elevata fino agli anni ’80.
Quali sono gli svantaggi del gruppo motore-generatore? Lo svantaggio principale è il maggiore consumo di energia poiché il gruppo meccanico si attiva ogni volta che l’ascensore è in uso e anche quando la cabina è ferma.

Gli azionamenti a frequenza variabile a stato solido hanno portato i vecchi gruppi motore-generatore ad avere un upgrade. Infatti la modernizzazione degli impianti nei vecchi edifici risulta essere economicamente vantaggiosa.

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Riduttore per ascensori

Riduttore per ascensori

In questa breve guida informativa, facciamo il punto su tutto ciò che riguarda il riduttore per ascensori, spiegando la sua funzione e il motivo per cui è importante scegliere il modello giusto.

Il riduttore per ascensori trova varie applicazioni nel settore ascensoristico e sono stati creati varie tipologie al fine di ottimizzare le prestazioni del componente in ogni caso specifico.

Infatti ogni tipologia presenta vantaggi e svantaggi, ma se conosci il funzionamento e le caratteristiche dell’impianto su cui va applicato, sarà facile soddisfare le tue esigenze.

Nella sezione dedicata al riduttore per elevatori nel nostro marketplace puoi trovare la lista di tutti i prezzi per riduttori e motoriduttori disponibili alla miglior offerta sul mercato, compresi i riduttori per argano motore.

Se ancora hai qualche dubbio su quale prodotto fa al caso tuo, finisci di leggere questa guida e prenditi tutto il tempo di cui hai bisogno per immagazzinare le informazioni, valutare e acquistare i riduttori per ascensori più adatti alle tue necessità.

Cos’è un riduttore per ascensore e che cosa fa?

Il riduttore è un dispositivo di trasmissione meccanica che viene usato per accoppiare macchine motrici e macchine operatrici.

Più semplicemente, il riduttore chiamato anche riduttore di velocità, viene utilizzato per accoppiare due macchine con diverse velocità, andando a modificare la coppia.

Il variatore di giri per motori elettrici viene espresso in Newton-metro (Nm).

Riduttore per ascensori: i criteri da valutare

Come abbiamo già accennato all’inizio di questa guida informativa, scegliere il riduttore specifico per la tua esigenza è essenziale per avere un’applicazione performante.

Quindi, cosa devi sapere per poter fare una scelta consona? Devi necessariamente conoscere la velocità delle macchina motrice e quella operatrice, così puoi trovare il riduttore migliore per la modifica della coppia.

Le macchine di cui stiamo parlando sono composte da ingranaggi  e il riduttore meccanico va ad intervenire sulla rotazione (riduttore di giri) dell’ingranaggio condotto (macchina operatrice).

I produttori solitamente, rilasciano una scheda con indicati i valori minimi e massimi della coppia, in modo tale da rendere più facile la scelta.

Non solo, i riduttori possono intervenire anche sulla velocità di un motore, ma è importante valutare con attenzione la velocità che si desidera e calcolarla in modo analitico preventivamente, per evitare errori applicando il riduttore errato.

Ma come funziona il riduttore applicato al motore? E’ molto semplice.

Ogni motore ha una velocità di rotazione specifica, espressa in rotazioni al minuto (rpm) che viene indicata sulla scheda informativa rilasciata dal produttore.

Applicando il riduttore, si ha come risultato una velocità di rotazione diversa in uscita.

Un motore con riduttore prende il nome di motoriduttore.

Il motoriduttore perciò è la giunzione di un motore elettrico con riduttore a corrente alternata con motori trifase e servomotori.

Motore e riduttore non vengono più applicati ai motori a corrente continua perché sono  divenuti ormai obsoleti.

Infatti dall’invenzione del motoriduttore del 1928, sono state apportate parecchie modifiche e migliorie al dispositivo grazie alla scoperta di nuovi materiali e dell’innovazione tecnologica. 

L’ultima area che devi valutare è l’asse degli alberi di ingresso e di uscita: riduttore coassiale, riduttore ortogonale e riduttore parallelo sono le varie tipologie in cui lo puoi trovare e a seconda dell’applicazione dovrai scegliere quella più adatta.

Quali sono le tipologie di riduttori per ascensore?

Ci sono vari tipi di riduttori, tutti con un’applicazione specifica.

I principali sono:

  • Riduttori a vite senza fine
  • Riduttori con treno di ingranaggi
  • Riduttori a coppia conica
  • Riduttori planetari
  • Riduttori magnetici

Riduttori a vite senza fine: utilizzo e caratteristiche 

I riduttori a vite senza fine sono utilizzati quando devi ridurre notevolmente la velocità di rotazione del motore.

Questo processo prende il nome di demoltiplicazione.

Questa tipologia presenta l’albero di uscita e di ingresso perpendicolari, inoltre la vite senza fine non può essere azionata dalla corona e ciò permette a tutto il sistema di avere una maggiore sicurezza.

Una delle caratteristiche più apprezzate della vite globoidale è il poco rumore generato oltre al prezzo contenuto.

Purtroppo si surriscaldano facilmente a causa della struttura compatta che presenta.

Una soluzione per avere un maggiore rendimento è utilizzare un numero maggiore di riduttori allo stesso momento.

Argani, nastri trasportatori e impianti di movimentazioni generali sono i campi di applicazione del motoriduttore a vite senza fine.

Riduttori con treno di ingranaggi: utilizzo e caratteristiche

I riduttori a treno di ingranaggi o rotismi sono utilizzati quando la potenza richiesta è molto elevata.

L’applicazione più comune viene eseguita sui nastri trasportatori.

Le prestazioni elevate e la facilità di verificare le condizioni del dispositivo durante le opere di manutenzione sono i principali vantaggi che presenta il riduttore ad ingranaggi.

Riduttori a coppia conica: utilizzo e caratteristiche

I riduttori a coppia conica o a ingranaggi conici trovano applicazione principalmente nei macchinari semoventi (sia in campo agricolo che industriale) e nei nastri trasportatori che richiedono uno sviluppo di potenza elevato, sia con motori trifase asincroni che servomotori sincroni ed asincroni.

La caratteristica che distingue questo riduttore dalle altre tipologie è la trasmissione angolare del variatore di velocità.

Il vantaggio principale consiste nella possibilità di invertire il sistema a proprio piacimento, secondo le necessità, variando la rotazione da orizzontale a verticale.

I riduttori a ingranaggi conici presentano una struttura compatta, resistente alle sollecitazioni e sono realizzati per mantenere alte le prestazioni con potenze molto elevate.

Una delle caratteristiche più apprezzate è il poco rumore che emette, che combinato alla poca energia richiesta per il funzionamento e le prestazioni eccellenti lo pone come un riduttore di altissima qualità.

Purtroppo ci sono anche delle note negative.

Il prezzo innanzitutto, ma vista la struttura complessa, anche le opere di manutenzione risultano essere complicate.

Dopo una valutazione generale complessiva questa soluzione si presenta come la più adatta  tra i variatori meccanici quando c’è una coppia con un valore molto elevato.

Riduttori planetari: utilizzo e caratteristiche

I riduttori planetari o epicicloidali sono la tipologia più diffusa e trova applicazione in molte macchine.

Ad esempio nella robotica, nei forni industriali rotativi, nelle macchine utensili, nelle macchine semoventi (sia in campo agricolo che industriale).

I riduttori epicicloidali hanno dei vantaggi che derivano dalla struttura degli alberi e degli assi.

La caratteristica che differenzia questo riduttore dagli altri è l’asse coassiale, che permette delle prestazioni notevoli, un’elevata sicurezza e lunga vita del dispositivo.

La struttura compatta e complessa favorisce tutto ciò, ma di contro si ha un costo di produzione sostanzioso e una manutenzione che risulta essere davvero complicata, tanto che solo uno specialista può intervenire mantenendo inalterate le caratteristiche.

I riduttori epicicloidali sono dunque applicati solo quando le macchine richiedono una precisione estrema.

Riduttori magnetici: applicazione e vantaggi

I riduttori magnetici sono l’ultima novità in questo campo.

Fino a questo momento, abbiamo visto solamente riduttori con frizione, con i conseguenti problemi di usura che ne derivano.

Trovano applicazione solo in strutture complesse dove poter intervenire è proibitivo e le condizioni sono estreme.

Un esempio pratico sono i satelliti e tutto ciò che ruota intorno all’industria aerospaziale, ma anche quei luoghi che presentano condizioni climatiche avverse.

Le varie verifiche svolte hanno garantito un corretto funzionamento del dispositivo per temperature che vanno dai -200 °C ai +350 °C.

L’attrazione magnetica del dispositivo è il vantaggio principale rispetto agli altri riduttori che invece lavorano per contatto fisico, ciò permette di avere un’usura quasi nulla. 

Per quale motivo non sono ancora molto diffusi se non in queste opere complesse?

Nonostante richieda una manutenzione quasi nulla e ha una durata della vita infinitamente più lunga rispetto alle altre tipologie, il costo, la struttura molto complessa, il peso e la coppia ridotta non hanno permesso ai riduttori magnetici di trovare applicazione nelle macchine utilizzate quotidianamente dall’uomo.